La Sagra del Pan-Zal

La "Sagra del Pan-Zal" si svolge tradizionalmente durante il terzo e quarto fine settimana di ottobre in concomitanza con il giorno di San Luca (18 ottobre), copatrono di Rosa. La festa paesana di San Luca ha origini antiche ed è sempre stata collegata al "Pan-Zal" (link), il dolce della povera tradizione locale che, in particolare per questa occasione, veniva preparato in grande quantità dalla gente di Rosa.

La festa di San Luca è stata talmente caratterizzata dal "Pan-Zal" da essere ben presto riconosciuta appunto come "Sagra del Pan-Zal". Dal 1986 la "Sagra del Pan-Zal" è organizzata dal Comitato di Rosa. Grande attenzione è rivolta alla qualità del servizio ed al rispetto delle tradizioni.

La manifestazione si svolge in un telo-tenda di 2000 metri quadrati, riscaldato e pavimentato, eretto per l'occasione sull'area degli impianti sportivi parrocchiali (campo da calcetto e campo da tennis), in uso al Comitato di Rosa (foto su Panoramio.com). All'interno del telo-tenda vengono allestiti i vari chioschi ("stand" per i più moderni), il palco per le orchestre e la pista da ballo. Adiacenti al telo-tenda vi sono alcune strutture fisse dove ha sede l'attrezzata cucina. Le pietanze sono servite in piatti di ceramica e con posate di metallo.

Il Pan-Zal

Il "Pan-Zal" (pane giallo) è una piccola focaccia dolce, a base di zucca, che per antica tradizione viene preparata durante il mese di ottobre dalla gente di Rosa, piccola frazione di San Vito al Tagliamento (PN). L'inizio di questa tradizione non è noto ma si sa con certezza che la preparazione del "Pan-Zal" era già ampiamente diffusa nell'Ottocento.

Gli ingredienti sono quelli tipici della povera tradizione contadina, frutto dell'ingegnosità nello sfruttare le poche risorse a disposizione per preparare il dolce con cui rallegrare degnamente la festività di San Luca (18 ottobre), copatrono di Rosa. Alla polpa di zucca bollita veniva aggiunta farina di mais e di segala, fichi secchi ed un goccio di grappa. Si otteneva, quindi un impasto al quale, subito prima della cottura, andavano aggiunti il lievito e semi di finocchio. Tramite una scodella veniva poi prelevato il quantitativo di impasto necessario per una pagnotta, che poi veniva modellata e, in taluni casi, avvolta in una foglia di verza. La cottura avveniva al centro del focolare, coprendo i pani con materiale termo-resistente, su cui venivano disposte le braci.

In molti casi si ricorreva anche alla collaborazione dei fornai della vicina San Vito, che mettevano a disposizione i propri forni per la sola cottura del "Pan-Zal", limitandosi a richiedere esclusivamente la fornitura delle fascine di legna necessarie.