L'APPARIZIONE DELLA BEATA VERGINE A ROSA

Il 2 febbraio 1655, festa della Presentazione di Gesù al tempio (detta "Candelora"), la bambina Maria Giacomuzzi (o Giacomuzzo), di 6 o 8 anni, sta pregando con la sorella e due zie davanti ad un affresco della Beata Vergine Maria, situato sotto un portico della casa del nonno Giovanni (Zuane), a Villa di Rosa, allora sulla sinistra Tagliamento.

Improvvisamente solo a lei, ammalata di epilessia, appare una bella Signora vestita di bianco, che le sorride e la invita ad accostarsi. Parlandole in modo familiare le chiede di rivolgere un severo monito a tutta la comunità, in particolare al padre Giacomo, affinchè si astenga dalla bestemmia, se vorrà evitare future catastrofi. Se così sarà fatto anche lei verrà guarita dal male che la sta molestando.
La Signora chiede anche di essere trasferita in "luogo più decente", posto nelle vicinanze di una strada frequentata. Giacomo Giacomuzzi resta particolarmente colpito dal racconto della figlia, forse perchè chiamato direttamente in causa. Riferisce subito l'accaduto al curato di Villa di Rosa, che non crede al suo racconto. Si reca quindi dal pievano della vicina Pieve di Rosa ed anche in questo caso viene liquidato come un sognatore.
Nella chiesa di San Vito al Tagliamento viene finalmente ascoltato con attenzione da un frate, Padre Vitale Vitali, giunto a San Vito al Tagliamento per le confessioni in previsione della Pasqua. Il frate, avendo creduto al racconto, ottiene l'assenso del pievano e del capitano di San Vito per verificare la possibilità di trasportare l'affresco in questa cittadina.

La famiglia Giacomuzzi decide di acconsentire alla richiesta di trasferire l'immagine miracolosa a S.Vito, sulla sponda opposta del Tagliamento, mettendo anche a disposizione i propri buoi per il trasporto, che viene eseguito il mercoledì dopo Pasqua dello stesso anno (31 marzo 1655). Questo avvenimento verrà successivamente commemorato la prima domenica dopo Pasqua. L'immagine viene riposta all'interno della della Chiesa di San Nicolò, posta fuori le mura di San Vito al Tagliamento, in prossimità del campanile dell'attuale Santuario.

Padre Vitali redige quindi un resoconto dettagliato di tutti questi fatti e lo invia ai propri superiori. Si diffonde immediatamente il culto e la devozione all'immagine della Madonna di Rosa, alla quale vengono attribuiti ripetuti eventi miracolosi. Nel corso dei secoli la Chiesa è più volte ampliata ed abbellita. Nel 1800, su progetto dell'architetto sanvitese Lodovico Rota, la chiesa subisce profondi miglioramenti e diventa il Santuario della Madonna di Rosa. Il 22 marzo 1945 un ultimo e terribile bombardamento distrugge completamente il Santuario e risparmia il campanile, sul quale restano peraltro evidenti, ancor oggi, i segni delle schegge.
Fra i cumuli di macerie viene rinvenuta, miracolosamente intatta, l'immagine della Madonna di Rosa. Nel dopoguerra, grazie all'opera dei frati francescani ed alla generosità di molti fedeli, viene costruito un nuovo Santuario, sul lato opposto della strada statale (463), lungo la quale sorgeva il precedente.

Ancora oggi il Santuario della Madonna di Rosa è meta di molti pellegrini e punto di riferimento per i fedeli della destra e della sinistra Tagliamento. Ulteriori notizie sull'apparizione della Madonna a Rosa e sulla storia del Santuario di Madonna di Rosa sono riportate nel libro "La Rosa erosa - studi su una comunità fra le acque".